Vite d’intraprendenza
Trenta storie di imprenditrici e imprenditori che racconta trenta modi diversi di fare impresa
Raccontare l’impresa attraverso le voci di chi l’impresa la pensata, costruita e gestita. Approccio che va dritto al punto: comprendere come si fa impresa peer davvero.
È quanto ha cercato di fare Alessandro Scaglione con il suo “Italia, che impresa! Storie di cuore, coraggio, genio e resilienza” da poco dato alle stampe. Storie, appunto di donne e uomini che hanno fatto della loro vita un’avventura imprenditoriale a tutto tondo. Storie fatte di visioni e sogni, di vittorie e sconfitte. Storie raccontate in alcuni casi in presa diretta all’autore, in altri per via mediata dalle testimonianze dei protagonisti. Donne e uomini che hanno dato vita a marchi storici oppure a giovani imprese. In tutto, 30 capitoli per altrettante vicende che testimoniano l’ingegno, l’audacia, l’energia e l’impegno di chi ha creato un’impresa dal nulla oppure ne ha salvata una perché sentiva di doverlo fare.
Scaglione racconta di ognuno dei protagonisti la vicenda – con efficacia seppur non sempre uguale – con uno stile veloce e con poche pennellate decise, che cercano di catturare l’essenza di avventure umane straordinarie. E puntando a dimostrare che – se lo si vuole – si può fare impresa in qualsiasi condizione.
Il libro è organizzato in sei gruppi di racconti, ognuno contiene cinque storie che fanno capo ad altrettante imprese, di ogni impresa viene fornita una scheda. Si inizia con chi è andato “contro un destino avverso”, si passa a chi viene definito “inarrestabile” e poi a chi ha seguito una “intuizione straordinaria” per arrivare a chi si è impegnato nelle “imprese sociali” e quindi a chi non si è dato per vinto e, infine, a chi è riuscito a continuare attività iniziate da padri e avi prima di lui. Scorrono sotto gli occhi di chi legge, tra gli altri, le storie di Giorgio Armani, Giovanni Rana, Salvatore Ferragamo, Rinaldo Piaggio, Matilde Vincenzi, Marcel Bich, Ferdinando Bocconi, Benedetto Noberasco e molti altri ancora. Storie che, sottolinea l’autore, insegnano anche che si è fatta impresa in contesti ben più critici di quelli attuali.
Scrive, nelle pagine introduttive Alessandro Scaglione: “Convinto che la cultura prima dell’economia sia l’infrastruttura dell’umanità, questo libro vuole contribuire a suo modo alla ‘tradizione’ e alla contaminazione dei saperi tra chi ha fatto l’impresa e chi la farà. Perché fare impresa significa credere in noi stessi e nelle nostre idee, immergendoci il più possibile in ecosistemi che premino la nostra intraprendenza. Fare impresa è la scuola di chi sa ancora sognare, interpretando il mondo e indicando la via di una sua possibile evoluzione. È la scuola di persone visionarie, capaci di concepire e agire l’economia come riflesso di una visione, di una morale, di un modo di sentire e di pensare senza compromessi con la realtà che ci si para davanti”.
Italia, che impresa! Storie di cuore, coraggio, genio e resilienza
Alessandro Scaglione
GueriniNext, 2024


Trenta storie di imprenditrici e imprenditori che racconta trenta modi diversi di fare impresa
Raccontare l’impresa attraverso le voci di chi l’impresa la pensata, costruita e gestita. Approccio che va dritto al punto: comprendere come si fa impresa peer davvero.
È quanto ha cercato di fare Alessandro Scaglione con il suo “Italia, che impresa! Storie di cuore, coraggio, genio e resilienza” da poco dato alle stampe. Storie, appunto di donne e uomini che hanno fatto della loro vita un’avventura imprenditoriale a tutto tondo. Storie fatte di visioni e sogni, di vittorie e sconfitte. Storie raccontate in alcuni casi in presa diretta all’autore, in altri per via mediata dalle testimonianze dei protagonisti. Donne e uomini che hanno dato vita a marchi storici oppure a giovani imprese. In tutto, 30 capitoli per altrettante vicende che testimoniano l’ingegno, l’audacia, l’energia e l’impegno di chi ha creato un’impresa dal nulla oppure ne ha salvata una perché sentiva di doverlo fare.
Scaglione racconta di ognuno dei protagonisti la vicenda – con efficacia seppur non sempre uguale – con uno stile veloce e con poche pennellate decise, che cercano di catturare l’essenza di avventure umane straordinarie. E puntando a dimostrare che – se lo si vuole – si può fare impresa in qualsiasi condizione.
Il libro è organizzato in sei gruppi di racconti, ognuno contiene cinque storie che fanno capo ad altrettante imprese, di ogni impresa viene fornita una scheda. Si inizia con chi è andato “contro un destino avverso”, si passa a chi viene definito “inarrestabile” e poi a chi ha seguito una “intuizione straordinaria” per arrivare a chi si è impegnato nelle “imprese sociali” e quindi a chi non si è dato per vinto e, infine, a chi è riuscito a continuare attività iniziate da padri e avi prima di lui. Scorrono sotto gli occhi di chi legge, tra gli altri, le storie di Giorgio Armani, Giovanni Rana, Salvatore Ferragamo, Rinaldo Piaggio, Matilde Vincenzi, Marcel Bich, Ferdinando Bocconi, Benedetto Noberasco e molti altri ancora. Storie che, sottolinea l’autore, insegnano anche che si è fatta impresa in contesti ben più critici di quelli attuali.
Scrive, nelle pagine introduttive Alessandro Scaglione: “Convinto che la cultura prima dell’economia sia l’infrastruttura dell’umanità, questo libro vuole contribuire a suo modo alla ‘tradizione’ e alla contaminazione dei saperi tra chi ha fatto l’impresa e chi la farà. Perché fare impresa significa credere in noi stessi e nelle nostre idee, immergendoci il più possibile in ecosistemi che premino la nostra intraprendenza. Fare impresa è la scuola di chi sa ancora sognare, interpretando il mondo e indicando la via di una sua possibile evoluzione. È la scuola di persone visionarie, capaci di concepire e agire l’economia come riflesso di una visione, di una morale, di un modo di sentire e di pensare senza compromessi con la realtà che ci si para davanti”.
Italia, che impresa! Storie di cuore, coraggio, genio e resilienza
Alessandro Scaglione
GueriniNext, 2024